Nicolas Gombert - Caeciliam cantate Prima et Secunda Pars (1545)

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Nicolas Gombert (1495-1560) è stato un compositore fiammingo, verosimilmente allievo di Josquin Desprez fra il 1515 e il 1521,
e a partire dal 1526 cantore e compositore presso la cappella reale di Carlo V.
A partire dal 1529 fu magister puerorum, cioè insegnante delle voci
bianche del coro reale mentre non ricoprì mai la posizione di
maestro di cappella.
All'inizio degli anni '40 Gombert fu accusato di violenza sessuale nei confronti di un ragazzo e fu condannato ai lavori forzati nelle galee.
Ricevette la grazia probabilmente nel 1547, scrivendo il suo Magnificat e inviandolo all'imperatore (il quale ne restò profondamente commosso).
"Caeciliam cantate pii" è contenuto nel 4o libro dei mottetti, 1541, ripubblicato da Melchior Kriesstein nel 1545
Il testo è preso da un antico tropo medievale:
"Caeciliam cantate pii, cantate pudici Carmine: non modulis
carminibusque favent organa: Caeciliam resonent stridulaeque
camoenae, suavia delectant organa Caeciliam mirificesquae juvant
dulcibus modulamina vocis".

La seconda parte del mottetto, in questo video, non si trova invece in nessun altro compositore. Eccone il testo (che nelle varie voci è stato con diverse varianti in particolare per il grafema ae/e, ma anche per le parole sponso/sponsa ealtre...): 
Concordes igitur voce ciete modos, modos: Perstrepat hic Lutinis, perstrepat hic lutinis, lutinis, 
cytharae, calamus, cytharae, calamus, cytharae, calamus, Decacordon: Cumque foraminibus, cumque foraminibus, cumque foraminibus, Tybia Plectra: Tympana cum chordis, ars quaeque cornua flexi, ars quaeque cornua flexi. Cymbala, Testudo, Barbita, Drama, Chelis, Barbita, Drama, Chelis: 
Quicquid vel repperit clarorum ars illa sonorum, sonorum: 
Laudate volumus, clangere Caeciliae, Caeciliae.
Musas Caeciliam quis nescit amare? sapiens quis nescit amare? Cum caecinit sponso, carmina sponso suo, sponso suo, sponso suo, sponso suo: Amen.

Interessante l'uso di molti termini relativi a strumenti musicali antichi, come il testudo o il barbiton o il chelis, tipi di cetre o lire costruiti con gusci di tartaruga o di granchio.
Interessante inoltre l'uso della frase "quis nescit amare", che fa forse riferimento ad un motto latino certamente non riferito a Santa Cecilia, trovato anche sui muri di Pompei: "qvisqvis amat valeat pereat qui nescit amare
bis tanto pereat qvisqvis amare vetat"


The second part of a 5-voices motet by Nicolas Gombert dedicated to St. Cecilia, patroness of musicians.
Gombert was probably Josquin Desprez's scholar and served as composer for Charles the Fifth and as "magister puerorum", which brought to his condemnation for sexual harassment with a boy, his sentence being hard work in the galleys. A "Magnificat" by him was sent to the emperor and gained him pardon after seven years.

The text of this motet is taken from an ancient medieval trope, a few words in late Latin and a variant only to be found in here, replacing the word "mirifice" (wonderfully) with "argute" (with great grace).
In the second part a large quantity of ancient musical instruments is named: testudo, tybia, barbiton, chelis... all sort of plucked and wind instruments are to be used (at the best of their art) to sing to St. Caecilia.

The score is in modern keys and  contain  both first and second parts of the  motet .

 

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