Arnold Schönberg - Friede auf der Erde, Op. 13 (1907)


Arnold Schönberg - Friede auf der Erde, Op. 13 (1907)

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Su testo del poeta svizzero Conrad Ferdinand Meyer (1825-1898), nel 1907 Arnold Schönberg compose questo brano per coro a 8 voci a cappella (4 anni dopo ne avrebbe composto una versione accompagnata da archi, vista la difficoltà lamentata dagli esecutori senza accompagnamento), per dipingere il soggetto della Natività con le sonorità incrinate di un linguaggio in cerca d'autore. ‎Vienna stava avanzando sulla strada dell’Espressionismo; le inquietudini dell’inconscio ‎cominciavano a rovesciarsi nella superficie delle nuove creature musicali. Erano tutte prove ‎generali per quella lunga commemorazione della “povera gente”, che si sarebbe conclusa nel 1947 ‎con A Survivor from Warsaw, pagina per voce recitante, coro maschile e orchestra dedicata alla strage nazista del ‎ghetto di Varsavia […]” (Andrea Malvano, da ‎‎Quinta sinfonia: la svolta di Mahler)‎.
La prima strofa della poesia di Conrad Meyer, scritta nel 1886, tratta l'annuncio della novella di pace, la seconda e la terza tematizzano la storia dopo la nascita di Cristo come una storia di guerra e violenza, in cui non si è però perduta la speranza della giustizia, la quarta ed ultima strofa auspica il ripristino della pace come realtà per le generazioni future.
Nel 1923 in una lettera il compositore avrebbe scritto in una lettera di un proprio brano corale composto nel 1906 - probabilmente questo - definendolo una "Illusione per coro", consapevole ormai che l'armonia tra gli uomini era soltanto un'illusione.


Testo originale: 
Da die Hirten ihre Herde
Ließen und des Engels Worte
Trugen durch die niedre Pforte
Zu der Mutter und dem Kind,
Fuhr das himmlische Gesind
Fort im Sternenraum zu singen,
Fuhr der Himmel fort zu klingen
Friede, Friede! Auf der Erde!


Seit die Engel so geraten,
O wie viele blut'ge Taten
Hat der Streit auf wildem Pferde,
Der geharmischte vollbrach!
In wie mancher heil'gen Nacht
Sang der Chor der Geister zagend,
Dringlich flehend, leis verklagend:
“Friede, Friede....auf der Erden”


Doch es ist eim ew'ger Glaube,
Das der Schwache nicht zum Raube
Jeder frechen Mordgebärde
Werde fallen allezeit:
Etwas wie Gerechtigkeit
Webt und wirkt in Mord und Grauen
Und ein Reich will sich erbauen,
Das den Frieden sucht der Erde.


Mählich wird es sich gestalten,
Seines heil'genAmtes walten,
Waffen schmieden ohne Fährde,
Flammenschwerter für das Recht,
Und ein königlich Geschlecht
Wird erblühn mit starken Söhnen,
Dessen helle Tuben dröhnen:
“Friede, Friede! Auf der Erde !” 

English Translation by Joe Monzo:
There the shepherds their herds
left and the angel's words
carried by the lowly gate
to the mother with the child,
led the heavenly followers
away in the starry space to sing,
continued the sky sounding:
"peace, peace! on the earth!"

Since the angels thrive so,
O like many bloody acts
had the struggle on wild horses,
the armor-clad fully-plowed!
In like some holy night
sang the Choir of Spirits fearing,
urgently imploring, sofly accusing:
"peace, peace... on the earth!"

But it is an eternal faith
that the weaklings not to the robbers
from each shameless murder-gesture
will to-fall always:
Something like justice
wove and produced in murder and dread
and a realm wants to be pleased,
that the peace sought the earth.

Gradually will it be taken-shape,
govern themselves its holy office,
weapons to forge without danger,
flame-swords for the right,
and a royal species
begins to blossom with strong sons,
whose bright pipes roar:
Peace, peace on the earth! 

Nagano-Rundfunkchor Berlin; transcription by Guido Menestrina, on sale by request

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